"MEUCCI MENDICANTE A TINDARI" AL MAGGIO DEI LIBRI DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI MESSINA

Messina, 18/05/2017 - Maggio dei Libri della Città Metropolitana di Messina, appuntamenti culturali dal 2 al 31 maggio 2017, nella Sala Consiglio di Palazzo dei Leoni e nella Galleria “Lucio Barbera”. Domani 19 maggio 2017, alle ore 10, presso la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea “Lucio Barbera”, presentazione del libro “Meucci il figlio del…telefono mendicante a Tindari” di Mimmo Mòllica (Armenio Editore), alla presenza dell'autore e della prof.ssa Caterina Isgrò Scolaro, docente all'Università della Terza Età di Barcellona P.G., che conobbe ed ospitò Carlo Meucci, vissuto pure a Barcellona, oltreché a Tindari e Sant'Agata Militello.

Venerdì 19 maggio, alle ore 10:00 presso la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, appuntamento con la presentazione del libro “Meucci il figlio del…telefono mendicante a Tindari”, alla presenza dell'autore, il giornalista Mimmo Mollica, e della prof.ssa Caterina Isgrò Scolaro.


Maggio dei Libri della Città Metropolitana di Messina
AUTORI IN BIBLIOTECA
dal 2 maggio al 31 maggio 2017,
nella Sala Consiglio di Palazzo dei Leoni e nella Galleria “Lucio Barbera”.
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"Meucci, il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” è il titolo del recente volume di Mimmo Mòllica che torna sulla questione della vera identità di Carlo Meucci, ritenuto figlio di Antonio Meucci, l’inventore del telefono, vissuto a Tindari e là morto nel 1966, a 94 anni. Nel cimitero di Patti rimangono i frammenti della lapide, raccattati e forse salvati, assieme alla sua identità

“Meucci, il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” (Armenio) è il titolo del recente volume di Mimmo Mòllica che torna su di una vicenda umana non ancora sufficientemente indagata: la vera identità di Carlo Meucci, l’uomo ritenuto figlio dell’inventore del telefono, vissuto lungamente a Tindari, in provincia di Messina, e là morto il 19 Giugno 1966, all'età di quasi 94 anni.
“Nel cimitero di Patti rimangono il suo loculo ‘incerto’ e i frammenti della lapide, che in qualche modo, nell’anno domini 2016, siamo riusciti a raccattare, e forse a salvare, assieme alla sua identità. Lo ricordo con commozione, disappunto e molta indignazione. Sono questi i motivi che mi hanno indotto a pubblicare questo volume” – scrive Mimmo Mòllica nella sua premessa.

“Carlo Meucci fu migrante, naufrago e figlio scomodo, in momento della storia dell’umanità fortemente segnato dalle migrazioni in cui quella dell’identità non è una questione di secondaria importanza, al di là del diritto all’identità stessa” – scrive Ornella Fanzone nella prefazione al libro di Mòllica.
“Il diritto all’identità mai cesserà d’essere questione di fondamentale importanza per l’essere umano e per la stessa società – scrive ancora la Fanzone – . Ogni individuo ha il diritto di essere descritto esattamente così com’è, senza inesattezze che ne stravolgano i connotati. La lesione del diritto all’identità personale è una violazione della verità e produce quel danno ingiusto, presente in ogni lesione di un diritto.” – prosegue Ornella Fanzone.
Così Mimmo Mòllica ha voluto indagare più a fondo nell’identità di un uomo, Carlo Meucci, da tutti ritenuto figlio di Antonio Meucci, inventore del telefono, italiano vissuto in America, a New York, dove Carlo Meucci nacque il 3 o il 4 novembre 1872.

“Ecco, è già l’insicurezza sul suo reale giorno di nascita a dare l’idea di tutte le difficoltà incontrate per potere affermare con certezza che Carlo Meucci è figlio del grande inventore o se – invece – come afferma l’ingegner Basilio Catania, è possibile che Carlo Meucci abbia inventato una falsa identità” – scrive Mimmo Mòllica in “Meucci, il figlio del… telefono, mendicante a Tindari”.
Per quanto la data di nascita ‘oscilli’ tra il 3 e il 4 novembre 1872, su tutti i documenti rilasciati (a Mimmo Mòllica) dai Comuni siciliani dove abitò e fu registrato anagraficamente, Carlo Meucci risulta essere figlio di Antonino Meucci ed Ester Mochi, vale a dire l’inventore del telefono e della costumista del teatro La Pergola di Firenze che Antonio Meucci sposò il 7 agosto 1834.

Carlo Meucci si sposò a Venezia, nel 1921, con Anna Pugliese (o Marianna), come certifica il Comune di Marsala (Tp), su richiesta di Mimmo Mòllica. Proprio attraverso un fitto carteggio burocratico, Mòllica è riuscito a risalire alla vera identità di Carlo Meucci e a chiarire parecchi dei lati oscuri che sino ad oggi hanno reso difficile il riconoscimento certo dell’identità quale figlio naturale di Antonio Meucci, l’inventore del telefono.
“Chi leggerà questo libro – scrive Mimmo Mòllica - avrà modo di rendersi conto delle difficoltà incontrate nel tentativo di ricostruire la vita di Carlo Meucci, di attribuirgli un’identità certa e risalire ad una verità che potrebbe dirsi ‘scomoda’, così come ‘figlio scomodo’ è stato definito Carlo Meucci in un titolo giornalistico”.

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